O’BBrasil’
In questa pagina metterò un pò di quello che mi rimane di questo viaggio. qualche foto, Ricordi, racconti, ricostruzioni dal diarietto che tenevo. Insieme a Chiara, Amaseca e Panfletinha, e tutti gli altri che sono stati lì vorrei cercare di costruire una specie di ‘Guida per il Triartino in Brasile’, con il contributo di Tatu e del Mestre, se possibile, con indirizzi, opinioni, contatti, etc, un’espansione di quello che Tatù ha fatto per me e Trovoada quest’anno. Ma questa cosa la troverete in un altro posto.
_.:*~*:._ ♣♣ Le Premesse ♣♣ _.:*~*:._
Le premesse sono la consueta condizione pietosa in cui mi trovo a fine luglio dopo un anno di andare avanti e indietro tra fatica palestra Genova, e chi più ne ha più ne metta.
Ma non quest’anno. L’anno scorso. Mi faccio ‘na settimana di mare ad Agosto, poi decido che nell’anno successivo non può mai essere che mi faccio solo ‘na settimana di vacanze.
Quindi si risparmia. Si risparmia, finché c’é la possibilità di prenotare due biglietti per Salvador. Partenza il 2/8 ritorno il 23/8. Venti giorni, qualcosa di più di tre settimane di lavoro. Potrò permettermele? Il mio contratto sarà cambiato per allora? Dovrò pensare di prendere le ferie di un anno intero per potermi fare 20 giorni?
No. Il contratto é rimasto lo stesso, ovviamente. Solo rinnovato. Il mantenimento della precarietà. Il risparmio a tutti i costi sulla pelle, mia in questo caso, era prevedibile. Ma non é la cosa peggiore, non c’era certezza che fosse rinnovato alla scadenza e non dopo qualche settimana. D’altra parte ciò era entrato nelle considerazioni per cui abbiamo organizzato ’sto viaggio (che sono sintetizzabili in: ‘mò s’adda fà’, ‘nun c’a facc’ cchiù’ , ‘nun m’anna cacà ‘o ca%%..’.
_.:*~*:._ ۩۩ La Partenza ۩۩ _.:*~*:._
Siamo a casa, fa caldo. Come ci si prepara ad andare in Brasile? Non lo so, sinceramente, fatto sta che tra il lavoro e gli allenamenti io ho avuto ben poco tempo per godermi la fase dei preparativi. Niente vaccinazioni, profilassi antimalarica, per la roba da comprare s’é vista tutto mon amour più o meno, ho partecipato quanto possibile
In ogni caso il giorno della partenza alla fine ci é saltato addosso come una zecca, veloce, silenzioso, pungiglioso.
Fatto sta che la settimana prima, o meglio la domenica prima, visto che partivamo di giovedì, facciamo un pranzo a casa con Tatu e il Mestre pensando che beh sono quelli che ci possono senz’altro dare le informazioni più utili su cosa fare dove andare chi vedere etc… E approfittiamo del fatto che avevamo una dimostrazione a Cellole per cui il mestre é sceso a darci una mano.
Comunque parliamo e suoniamo e magnamo e beviamo vino, ma alla fine abbiamo in mano un pò di contatti e un piano di viaggio (lunghissimo piano di viaggio
) approssimativo, che includeva andar a visitare il Mestre nella fazenda del padre. Pieni di entusiasmo, affrontiamo gli ultimi tre giorni di napoletanità agostina pre-partenza.
Riempiamo le valigie, cerchiamo di essere precisi, ci portiamo più o meno il necessario, selezioniamo, ponderiamo, ci documentiamo, pianifichiamo, ci appiccichiamo….. Poi finalmente partiamo, si va alla stazione. Si dorme a Roma. Hotel vicino alla stazione e ci facciamo mettere una bella sveglia la mattina in modo tale da poter
dormire tranquilli….. la mattina la sveglia non suona :-\ Ma fortunatamente avevamo messo la sveglia del cellulare, per cui ci svegliamo, in tempo per prendere il trenino per fiumicino, devo dire comodo, puntuale, rapido, ineccepibile, insomma.
Andiamo all’aeroporto, con congruo anticipo imbarchiamo i bagagli, entriamo, check-in, decolliamo….. Tutto ok, e affronto decollo volo piccole turbolenze con ammirabile imperturbabilità nonostante la mia scarsa familiarità con gli aerei
Atterriamo a Salvador. Ci aspetta la macchina dell’albergo, l’hotel pelourinho, che ci accompagna fino in albergo, posiamo i bagagli, lavata di faccia e scendiamo. Con Pinça e Amaseca andiamo a farci una bevuta. Ovviamente caipirinha
e samba, come sottofondo. E piano piano….. iniziamo a pensare…. Beh, ma qui non é Napoli, non é Roma….. é un pò più lontano, e parlano tutti un’altra lingua…. MA ALLORA SIAMO IN BRASILEEEE!!!!
3/8
La permanenza inizia in modo tranquillo, rilassato. Sveglia all’alba ovviamente, causa JetLag ma tranquillo, un pò stanchi, niente di che però. Colazione brasiliana. La colazione brasiliana é bella da guardare, piena di sostanza, non troppo pesante.
Poi quella dell’Hotel Pelourinho é particolarmente ricca: La frutta, che é la cosa più bella dei pasti brasiliani rispetto a noi, é fresca, tagliata, pulita, varia, tra banane, manghi, papaya, patate dolci, mandioca, ananas, succhi di arancia, ananas, umbu e tutto il resto; poi ovviamente caffé (quello loro, che non é l’espresso, ma non é l’americano, é più gustoso, meno finto, ma lungo), latte, té, biscotti, un paio di torte dolci e un paio rustiche, formaggio (quella cosa che loro chiamano Mussarella ma ché ‘na specie di formaggio fuso giallo), e prosciutto.
Quindi tanto caffé, tanta frutta, tanto Axé.
Partenza col bus, andiamo a Barra in spiaggia.
Sole, Oceano, agua de coco, e zompi in spiaggia


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