E quando si é papà?
eh, cosa succede?
Non lo so bene, ci sto dentro.
Ma si hanno tante speranze, e tante paure. Più del solito. Si é anche orgogliosi del fatto di aver fatto una scelta di vita, importante. Di vita nel senso di dare più vita a questo mondo.
Potevamo evitare? Forse si. Ma a trent’anni impari che dopotutto, sei un essere umano, e sei fatto per questo. Andare e moltiplicarti. Ad andare ho avuto qualche difficoltà, in ‘sto periodo. E tutto il resto sono cose man mano meno naturali, man mano più inutili, se ci pensiamo bene. Arrivando al limite con la gente che si compra puttane e ville ad antigua, assetati di potere e denaro.
Comunque, i pensieri che passano in questi giorni possono essere riassunti più o meno come “Marò. Ce la farò a farlo andare oltre me?”
Semplicemente, spero che sia più grande, migliore, più in armonia con quello che gli girerà attorno. E spero di riuscire a accompagnarlo, spingerlo, prendere per mano fino a dove io non sono mai stato, anche quando inizierà le sue guerre contro di me.
E sperare che dopo saremo ancora insieme, e si potranno riconoscere un pò di quei granelli che saranno i miei pensieri nella sua storia e nella sua mente.
Sarò ripetitivo, ma un pò di musica ce vò:


Sarai un ottimo padre; di questo ne sono sicuro.
In ogni caso, se avrai delle mancanze, le colmeranno tutti gli zii… Um abraço.